Piovono kiwi a pecorelle

Kiwi notes go overseas – Brasile (part5)

La mia scoperta del Brasile sta giungendo al termine e la lista “prossima volta” si sta allungando, tanto che un’amica ha deciso che me la scriverà giù e me la invia da controllare. Non che abbia visto poco, anzi, ma questo paese è grande quasi quanto l’Europa, perciò di cose da vedere ce ne sono ancora, e parecchie. Pure nel vecchio continente però. E gli amici sono tanti, perciò per alcuni non ho avuto tanto tempo e altri proprio non siamo riusciti a incontrarci.
In ogni caso ultima tappa São Paulo city. La capitale dello stato ha una popolazione che alcuni dicono sia di 18, io avevo trovato di 11. Di milioni si parla in ogni caso. E grande lo è! Alquanto caotica pure. Tanti mercati, tanti quartieri interessanti, tante strade semplicemente caotiche, tanti musei, tanto cibo, tante cose da vedere, ma poco tempo. Ho provato il caldo de cana con limone (è succo della canna di zucchero, perciò senza limone non voglio veramente sapere com’è) e mi ha sorpresa per quanto sia buono. E baião, un piatto nordestino (se non alla fiera nordestina almeno qui). E ho scoperto che non voglio provare galinhada (zampe di gallina…). Mentre parlando d’altro mi hanno detto che se dico solamente obrigada nessuno si accorge che non sono brasiliana. Mah, la vedo dura ad andare avanti di soli grazie.
Un po’ a casa alla fine mi sentivo, essendo attorniata da lemonada suiça (limonata svizzera), krepe suiça (crêpe svizzera) e filé suiço (filet svizzero). Di svizzero questi cibi hanno ben poco, ma le crêpe sono buone, potremmo importarle! E per il resto be’.. finalmente sono pronta per tornare a casa. Anche se questi posti e questa gente mi mancheranno. Ma dopo due mesi a spasso, mai ferma nello stesso posto per più di tre o quattro giorni, sono stanca e tanto. E finalmente non vedo l’ora di essere a casa e di reimmergermi nella mia vita, anche se sono anche spaventata di non ritrovarmi più. Ormai il mio cuore è spezzato, rotto in tanti pezzi quanto i luoghi in cui ho lasciato gente importante, ricordi, esperienze ed emozioni. È come un puzzle che non puoi più ricomporre per intero, ma che è sempre più bello e intrigante, per quanto non puoi vedere tutto l’insieme nello stesso momento. Quindi.. via verso una nuova avventura. Perché come mi ha detto una delle persone più significative della mia Nuova Zelanda, sto andando a riscoprire casa, non ci sto tornando. “You’re not going back home, you’re going forward home!”

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