Piovono kiwi a pecorelle

Kiwi notes go overseas – Brasile (part2)

Non lo avrei mai creduto possibile. Ma qui ci sono più chiese che in Italia! Comunque qui si stanno provando tanti di quei cibi buoni e non buoni tra frutta piante, verdure varie che tutti gli animali diversi sono una bellezza. Sì lo so, non c’entrano nulla gli uni con gli altri, ma permettetemi un po’ di stanchezza. Sono due buone settimane che il mio cervello cerca di capire e registrare qualche parola di portoghese, e anche se sto imparando è dura. E i miei cricetini fanno fatica a mantenere la concentrazione. O forse sono gecko. Ah già! Gecko, lucertolone, lucertole grandi come gatti, capivara , colibrì e altri tanti uccelli sconosciuti, mucche alla europea e all’asiatica, cani che mi saltano addosso tutti contenti, cani pazzi, tanti cani, tanti tanti, gatti e gattini tanto cucciolosi (ma quanto sono coccoloni i siamesi? Stavo per rapirne uno che con cui ho passato una festa di compleanno, almeno con lei non c’era imbarazzo nel silenzio tra noi), formiconi, farfalle, …. non so quale avvistamento e conoscenza abbia dimenticato.
Ma torniamo a qualcosa di concreto. Lasciato il profondo sud e sconfinato da Rio Grande do Sul a Santa Catarina ho passato quattro giorni a Floripa (Florianopolis), capitale dello stato e città su una grande isola. Di conseguenza dove altro avrebbero potuto portarmi se non a vedere e provare diverse spiagge? Esatto, da nessuna parte. Una sera però siamo andati al cinema (in inglese, qui si guarda in lingua originale con i sottotitoli). Ovviamente altro cibo, come per esempio ancora açai (dolce fatto con appunto questa bacca di palma chiamata açai e tante altre cose) che pare essere il migliore lì (tanto buono lo era davvero!).
Poi altro arrivederci, altra amica ad aspettarmi a Brasilia. La capitale del Brasile, pianificata e costruita dal nulla a forma di aeroplano e inaugurata al centro del paese negli anni ’60 del secolo scorso  è apparentemente la migliore città della nazione in cui vivere, ma essendo pianificata ha un che di anonimo (interessante architettura moderna per cattedrale, museo, teatro e altri edifici). Non ho visto granché però: la mia ospite mi ha portata a Piri (Pirenópolis) per due giorni, tra vecchia cittadina (la più vecchia del Brasile pare), strade rotte (finalmente le famose strade dissestate piene di buchi di cui mi avevano parlato come se fossero tutte così impercorribili), casette e negozietti adorabili, tante cascate intorno dove fare il bagno, rinfrescarsi e farsi mangiare dai pesciolini (la cachoeira Nossa senhora do Rosario è la migliore che abbiamo visitato)! Stupendo! E stupendi i vestiti che ho comprato e non ho idea di come ce li farò stare nello zaino. Inoltre ci ha accompagnato in macchina molta musica brasiliana (di quella buona), e fuori dalla macchina un gran verde intenso (che apparentemente in inverno sparisce per via del tempo arido della zona).
Comunque non poteva dopodiché mancare l’ennesimo pranzo in famiglia, perciò via verso Goiania a mangiare feijoada (e mille altre cose) da sua madre. Ero più piena che da mia nonna (mi sono pure addormentata dopo pranzo, ovvero verso le tre e mezza, e svegliata con il torcicollo perché ovviamente ero sdraiata sulla pancia), e il commento era “non ha mangiato niente”. Ovvio… sto mangiando tantissimo, e un sacco di formaggio anche, non solo troppa carne.
Il tempo: caldo! Molto caldo! Ma non umido per fortuna. Così soffro meno che in Nuova Zelanda anche se qui sono dieci gradi in più. Quando piove qua diluvia direttamente, comodo perché così un paio di orette di acquazzone e poi si può girare di nuovo. Perlomeno è quanto ho vissuto in queste settimane, sia al sud che al centro. Anche se quando si sta tornando a casa e l’autostrada è allagata non è proprio il massimo della bellezza.
E poi quante cose potrei ancora dire.. ho provato altri cibi, cartola (scritto probabilmente diversamente… banana con formaggio, cioccolato, cannella e zucchero), goiaba (guava in inglese), romeo e giulietta (gelatina di goiaba mangiata con formaggio), graviola (succo e cioccolato), farofa (farina di non ricordo cosa cucinata con mille cose diverse), altra verdura, frutta e gelati di frutta e dolci con mais bianco che non ricordo il nome (figuriamoci scriverlo). Troppo cibo tutto il tempo: appena non sono più piena si mangia di nuovo, perché bisogna provare cibi sconosciuti e non si rifiuta il cibo qui, è sgarbato visto che è il loro modo di accogliere la gente. Credo che rimetterò su i chili che avevo preso e poi riperso in NZ. Sperando di non rotolare a casa poi.
Dopo Floripa cinema anche a Brasilia: due volte in un anno in NZ e due volte in neanche due settimane in Brasile (il prezzo cambia un po’ però, bisogna dirlo). Ho dato anche per quest’anno in fatto di cinema.
Tchau, beijos

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