Piovono kiwi a pecorelle

Kiwi notes go overseas – Bali (part2)

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Ubud, il centro turistico della regione spirituale, artistica e culturale. I gecko onnipresenti cinguettano, sotto le strade ci sono voragini come a Sanur, ti ritrovi a contrattare con una bimba di forse 8 anni per una borsa (è un po’ più difficile, sono furbi quelli, e la bimba sapeva il fatto suo) e poi boh, si muore di umidità. Le guide ti raccattano per strada e per mostrarti la vera Bali e non quella turistica (a mio parere ora è una parte di Bali anche quella) ti portano nelle risaie da dove io sono uscita con le gambe tagliate. Ho trovato casa mia e scoperto che è in affitto. Eka house for rent. Yay!

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La seconda sera siamo stati a uno spettacolo di jegog. Musica e danze tradizionali. Anche qui i ballerini erano tutti ragazzi, inizialmente un po’ inquietante (per via della danza), poi interessante.

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E parlando di ragazzi e bambini… qui tutti vanno in giro in scooter e ogni tanto gli scooteristi sembrano avere massimo dieci anni. Nell’assolutamente accogliente home stay di Pande la figlia maggiore, di 15-16 anni, aiuta attivamente portando la colazione agli ospiti. Colazione che in questi home stay viene servita sempre sulla terrazza delle stanze all’interno del cortile della casa.
Ora però, dopo una serata culturale e poi in compagnia di una tedesca (ma guarda un po’) e di uno statunitense, ci siamo trasferiti a Balangan Beach, sulla penisola a sud. Sabbia dorata, acqua di tutti i colri, baracche di legno e paglia lungo tutta la spiaggia. Paradisiaco, non fosse per le onde troppo forti per nuotare bene e che ti sbattono sassi sullo stinco. Stavolta poi siamo in un hostel, un po’ un’altra cosa ma vabbe’. E qui in spiaggia sotto l’ombrellone c’è un povero cane ridotto un po’ maluccio che ha deciso che il fatto che lo ignoriamo qui accanto alle sdraio è una fantastica cosa.

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Sulla via per Ubud avevo espresso la mia  sorpresa di quanta poca povertà si vdesse in giro, la sera stessa abbiamo incrociato una donna che ha mandato la bimba a chiedere elemosina a noi bianchi. Passando da Kuta sulla via per Balangan Beach ho però notato subito quanto più povera fosse, oltre che (nonostante sia il centro turistico) tutta la zona da lì in giù non sia per nulla bella e affascinante quanto Sanur e Ubud ma piuttosto caotica e desolata. Le spiagge fanno poi dimenticare ogni cosa, a quanto pare. Un giorno tra le onde, poi via verso l’aeroporto. Un matrimonio indiano ci aspetta a Delhi!

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