Piovono kiwi a pecorelle

Kiwi notes go overseas – Bali (part1)

Ho ormai lasciato Kiwiland, ieri. Realizzo e non realizzo. Ho pianto e riso gli ultimi giorni. Ero un po’ tanto stressata devo dire, e triste. Dopo essere stata raggiunta dalla mia famiglia e aver viaggiato con loro (ho visto una manta!), mi sono toccati gli ultimi saluti, definitivi. Ma ora ho altro per la testa, e che ne sarà del mio futuro ci penserò poi a casa. Per ora sono in un luogo un po’ diverso, prima tappa: Bali.
Arrivata con mio fratello alla 1 di notte in albergo a Sanur dopo aver contrattato con il tassista, abbiamo avuto i primi avvistamenti in stanza: prima un gecko, poi le coperte dell’Inter sui letti, infine le tovaglie con i colori del Milan lì accanto. Cominciamo bene :D Qua si convive! E buonanotte, si ronfa anche alla 1 di notte indonesiana, 6 di mattina fuso di Auckland.

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Bello umido e caldo da queste parti. Ma alla faccia della stagione delle piogge (che noi furbi non ci siamo chiesti se per caso fosse di questi tempi) e della meteo che preannunciava pioggia per tutti questi giorni di nostra presenza, oggi ho avuto la mia prima bruciatura! Mai bruciata in Nuova Zelanda così. Dopo crema da sole e qualcosa sulle spalle due tuffi nell’oceano (a mollo più che altro) e poi uno nella piscina dell’albergo. Mi sono appesantita lo zaino di un sarong (colpa di jenny) e ho il presentimento che si riempirà anche d’altro (che non so come ci starà…).

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Comunque sono poi continuati gli avvistamenti! Tra piccole tortore dal collare a pois e scoiattolini allegramente appesi a testa in giù su un albero (a sgranocchiare non so che frutto che ci ha poi lanciato addosso una volta sazio), ci sono stati granchietti color sabbia che sembrano volarci sopra, pesciolini, farfalle e rondini che ti volano addosso, gatti rachitici, cani polinesiani a iosa, tanti gecko minuscoli (quelli sardi son più grandi), pipistrelli (più grandi dei nostri), … e credo sia tutto per ora.
Mi sono messa a bere tè caldo in questo caldume (più per via dell’acqua che non si dovrebbe bere), e funziona veramente. In generale comunque vedo che non soffro troppo l’umidità, è più il sole diretto che mi frega (non solo bruciandomi). Il caos sulle strade di città non oso immaginarlo. Già qua a Sanur caos tra taxi e scooter e clacson a palla (e lamentati con quello davanti, e attira l’attenzione dei turisti che camminano [ci sono più taxi che abitanti a momenti], e saluta i colleghi, e lamentati con i pedoni che attraversano con il verde quando è verde anche per te e che diavolo non ha senso che devi zigzagare tra le macchine quando è verde), figuriamoci a Denpasar. Sono abituata alle strade neozelandesi ormai.
Domani direzione Ubud, più entroterra e cultura. Sa sentum gens :) read ya later

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