Piovono kiwi a pecorelle

Kiwians 11

25/06 – Qui imperversa forse il primo temporale da quando sono in Nuova Zelanda. Seduta comodamente (o quasi) sul letto con doppio sottofondo del nuovo album dei Mumford e della tempesta fuori casa con pioggia, vento e tuoni penso tranquillamente a questa città che ormai amo. Tranquillamente finché una bambina di cinque anni non viene a dirmi che tra cinque minuti si mangia (e guai a contraddirla sui cinque minuti, non è pronto ora, FRA CINQUE MINUTI!). Ma torniamo a me, e Auckland. Non sono mai stata una ragazza di città: cresciuta in campagna, mi affascinano le città, ma l’idea di viverci per davvero non mi è mai piaciuta. Ora sono qui, dopo essere passata per la metropoli di Tokyo, da quattro mesi (quasi cinque) stazionata ad Auckland, la più grande abitata e trafficata città della Nuova Zelanda. È una città di cui mi sono innamorata subito: è talmente verde che non sembra quasi di essere in una città. Amo passeggiare per i parchi interminabili, amo passeggiare per le strade e sentirmi sicura, nonostante la strana e inquietante gente che ogni tanto incontro. Amo anche uscire la sera e passeggiare per Queen Street (la via principale del centro) per raggiungere gli amici o per tornare a casa e sentirla un po’ mia. Ma non sopporto la visione di tutti i senza tetto in fila lungo gli edifici per terra a dormire o chiedere l’elemosina, la maggiorparte di loro che se ne stanno lì per tutto il giorno. Durante il giorno diversi artisti di strada (in minima parte alcuni dei senzatetto, perlopiù diversi viaggiatori e altri ormai visione quotidiana) allietano la passeggiata lungo la strada della Regina. Amo pure questo tempo ormai, incerto, pieno di sorprese, il sole c’è sempre almeno per un po’, la pioggia in realtà anche. In questi cinque mesi ho visto credo più arcobaleni che in tutta la mia vita, e spettacolari: sicuramente gli arcobaleni più meravigliosi che abbia mai visto. Se l’arcobaleno è segno della promessa di Dio.. la Nuova Zelanda è quindi la terra promessa? Solo il vento gelido mi fa pensare che non sia così, e sentirmi dire che non era così freddo da più o meno quarant’anni. O che perlomeno si sono registrate le temperature più fredde mai registrate nell’isola sud. Fortunatamente sono completamente al nord, perché stare a -20 gradi non è proprio il mio sogno… sto congelando abbastanza in questi 2-3 gradi! E sì che dovrei essere abituata a queste temperature.

9/07 – Ebbene sì. Oggi ho tirato fuori anche il riscaldamento dall’armadio in camera mia e l’ho acceso per scongelare la mia stanza. E me stessa. Una delle cose che assolutamente mi mancano della Svizzera? Il riscaldamento centralizzato e le case con buona isolazione! A dover stare con la giacca all’interno non aiuta certo a combattere il freddo. Per due settimane erano tornate temperature più che abbordabili, ora è tornato il gelo.

11/08 – Non ci credo. Ha nevicato ad Auckland, da qualche parte. E io ero sotto la pioggia a congelare. Stamattina c’è un sole che acceca e io mi sto ghiacciando alla fermata del bus dopo essere passata dal mio chilometro di giardini curati, ma selvatici. Rispecchia un po’ il carattere generale dei Kiwi: curati nel fare le cose, responsabili e attenti, ma allo stesso tempo legati alla natura, al naturale, alla curiosità e semplicità. Un po’ selvatici. In senso buono.

Qui il tempo meteorologico fa sempre i capricci. Un giorno sono 15 gradi, l’altro sono 2. Un minuto c’è il sole immerso in un cielo azzurro che più non si può e quello dopo c’è il diluvio universale. O grandina, come l’altro giorno. Fortunatamente ad Auckland il tempo è di carattere mite. Niente cicloni, niente strade (e villaggi) bloccati per la troppa neve, niente allagamenti che mettono ko una capitale per qualche giorno, niente terremoti, … I vulcani dormono. E la gente la mattina si alza, prende la macchina, il bus o il treno mezza addormentata ben sapendo che la giornata è una grande incognita.

Razzismo? Ancora non ne ho visto. Chiunque venga in possesso di un passaporto neozelandese è considerato Kiwi. Pregiudizi ce ne sono, preferenze pure. I securini ogni tanto se le inventano di sana pianta per non farti entrare. Ma alla notizia che la popolazione neozelandese tra non so quanti anni sarà di maggioranza asiatica i kiwi di tutta risposta hanno detto “oh, ok”. Eppure è un’isola. Da noi il Nano sarebbe resuscitato e avrebbe cominciato una nuova campagna razzista. Che avrebbe probabilmente fatto successo. Sarà che hanno un grande controllo su chi (e cosa) entra, ma poi una volta entrato sei più che benvenuto.

Le cose non sono perfette qui, hanno i loro difetti, sono occidentali pure loro perlopiù. Ma le cose funzionano diversamente. Pure il tempo. In Europa ci si squaglia, qui si congela mentre camelie e magnolie sono in fiore in pieno inverno. Forse anche perché di stagioni qui ce ne sono due: 5-7 mesi di estate e 5-7 mesi d’inverno. Con la speranza ogni volta che il sette ricada sulla prima stagione. Pure io funziono diversamente qui. Le mie compagne di scuola non credono che io fossi non solo timida, ma pure chiusa e muta. I don’t believe it! Quante volte me l’hanno ripetuto aspettandosi una mia smentita non me lo ricordo. Ma la smentita ovviamente non è arrivata. E io continuo a saltellare allegramente e sorridere e ridere.

Auckland.. Tra una settimana sono sette mesi che vivo in questa città. Che la percorro, che ci studio, che ne scappo, che ci ritorno felice, che ci faccio festa, che mi vede fare nuove conoscenze e ritrovarne di vecchie, che mi fa innamorare e disilludere. Amo Auckland. Non sono mai stata una ragazza di città. La campagna è il mio habitat. Eppure qui mi sento a casa. Sarà che è una nuova esperienza, sarà che è così verde, sarà la gente, sarà che mi ha cambiata. Innamorata di questa città. Nonostante le complicazioni talvolta, nonostante il traffico, nonostante la strada della regina sia casa di molte persone che ne abitano i marciapiedi giorno e notte. Alcuni artisti, altri senzatetto passivi. Nonostante per andare da qualsiasi parte la sera se non hai un documento valido (per loro) non entri nemmeno in un pub. Talvolta. Tutti si lamentano della pioggia. Io apprezzo il sole cinque minuti dopo. E ringrazio il cielo che non è un tipico inverno da pioggia 24ore. È freddo. Nonostante le temperature simili al nostro inverno ho freddo. L’aria di mare mi frega, il vento, l’umidità, non so cos’altro. Nella mia fuga nelle alpi a -1 grado ci stavo a meraviglia. Qui tra 5-10 gradi mi sento un ghiacciolo. Ma non potrei essere più felice di avere scelto questo paese e questa città.

17/08 – Da qui sono potuta scappare verso mete impressionanti e spettacolari. Come la mia ultima fuga verso Sud in cui mi sono ritrovata sotto il fantastico cielo notturno di Lake Tekapo, o nella pace delle valli e delle montagne attorno al magnifico Mount Cook. Ma pure una divertente sciata in compagnia a Mt Ruapehu nel Tongariro National Park rientra nelle mie fughe. E soprattutto ora, dopo sette mesi, posso dire di aver visto un kiwi bird! Ok, nel kiwi house, non in libertà. Ma l’assurda e buffa enorme palla saltellante su due zampe che attaccava gli stivali della tipa che gli stava portando da mangiare era uno spettacolo da non perdere!

Sette mesi oggi. Ho visto già un sacco di posti e ogni volta resto scioccata di trovarne ancora che mi lasciano senza fiato. Conosco dei Kiwi, ho mangiato kiwi verdi, dei gold kiwi, e dei kiwiberry, ho visto un kiwi bird. Ho un invito per un matrimonio indiano, in India. Il mio inglese continua a migliorare e dopo il test di oggi non sono più così preoccupata per il corso Cambridge. Anche se sarà un bel da fare. Continuo a rimuginare se cercare un altro lavoro adesso oppure aspettare dicembre quando avrò il certificato. Continuo a conoscere nuova gente e imparare nuove cose su altre culture. E sono sempre più convinta che di studenti e viaggiatori internazionali ci sono solo due tipi: quelli sereni e allegri pieni di curiosità e voglia di scoprire, e quelli che si lamentano di qualsiasi cosa e non si godono il viaggio. Io ovviamente sono tra gli ultimi. Ah no, tra i primi :)

See you later. Qui si è busy a scoprire il mondo!

Buonanotte

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