Piovono kiwi a pecorelle

Appunti di viaggio kiwiani 2

Lunedì 26 gennaio 2015: oggi Auckland compie 175 anni. E questa sorprendentemente giovane città festeggia in grande. Oggi è giorno festivo per tutti, e da venerdì in downtown si fa festa. Quattro giorni di buskers festival in zona porto da mezzogiorno alle 7 o 10 di sera. Seafood festival. Fuochi d’artificio dalla sky tower e dal porto domenica sera. Musica nei parchi. Installazione di foto e storia di Auckland. Piccolo luna park. E non so cos’altro…

Nella vita di tutti i giorni invece io ho il mio allenamento quotidiano nella passeggiata da casa alla fermata del bus e viceversa. Che risultano 10 minuti in salita ad andare, e 10 minuti in discesa al ritorno. Senza contare gli eventuali su e giù in città. Ma la vita qui è presa per il verso giusto: sabato e domenica un tuffo nell’oceano, sia in settimana che nei weekend un qualche barbecue in spiaggia o in un qualche parco. Se sentite parlare di barby.. non pensate alle bambole (a meno che non stiate parlando dei regali che ha ricevuto una bimba per il compleanno), qui si parla di cibo! E mi hanno detto che erano anni che non si vedeva un’estate così bella e calda. Io mi sto disimpallidendo e sembra che riuscirò una volta tanto anche a prendere un po’ di colore. Un po’..

Oltre a festeggiare il natale e il capodanno in spiaggia (dev’essere alquanto strano..), queste festività sembrano protrarsi per il resto dell’estate. In giro ci sono ancora tutte le illuminazioni natalizie e dappertutto ci sono ancora i saldi di capodanno. Mi confonde un po’ l’estate a gennaio.

Giovedì sono tornata a Mission Bay (la spiaggia di cinque anni) con la scuola a mangiare FISH AND CHIPS. Ebbene sì gli inglesi ci hanno lasciato lo zampino in questo! Ma era veramente buono. Dicono sia il migliore della città: mangiato con le mani sul prato accanto alla spiaggia e in mezzo al solito gran vento e con una bella compagnia era davvero gustoso. Pare sia uno dei pesci migliori, e anche parecchio costoso. Ma ho dimenticato il nome.

Certi kiwi possono essere fantastici. L’altro giorno un conducente allegro mi ha chiamata sorella e salutava con gran gioia ed energia tutti quanti. Ha accumulato ritardo con la sua allegria, ma è stato un viaggio divertente. Due fratelli al pub hanno cominciato a parlare con noi, avvertirmi non so quante volte che mi sarei bruciata e a offrire da bere chiacchierando tranquillamente di Nuova Zelanda, Svizzera, birra e non ricordo che altro!

In compenso sono un po’ confusi per quanto riguarda il nome della pasta. Finché rimaniamo sugli spaghetti e sulle penne tutto va bene. Ma poi ho trovato delle lasagne.. che non era proprio pasta per le lasagne. Riuscirò a farmene una ragione. Credo..

Oltre a essere verde dappertutto, Auckland vanta numerosi parchi, di ogni dimensione. La maggior parte di quelli che ho visto o intravisto sono distese di prati e alberi, in parte con campi da cricket, che nella mia ignoranza ho scoperto essere simile al baseball e un gioco pericoloso (pare che una o due settimane fa sia morto un giocatore sul colpo per una palla presa in faccia). Continuerò a guardarlo da lontano! Il mio obbiettivo è visitarli tutti! I parchi, non i campi da cricket.

A scuola invece ho scoperto che oltre alla colonia svizzero tedesca c’è pure una colonia araba e una brasiliana. Poi singoli allievi da Tahiti, Tailandia, Corea, Giappone, Francia, Germania, Russia… Non ho ancora trovato nessuno che parla italiano, tranne le due maestre del mio livello che ho scoperto venire entrambe dall’Italia (dall’accento non l’avrei mai detto). Ma dubito sentirò mai una parola di italiano da loro due.

See you later!

 

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2 Risposte

  1. IlCaneBlu

    Difficile immaginare un posto al mondo senza italiani. Di solito sono i primi che si incontrano. In quanto a lasagne: sarai tu ad illuminarli :) Grazie per gli appunti, sempre un piacere leggerli!

    gennaio 26, 2015 alle 1:59 am

    • Grazie Peo! :) In effetti almeno in famiglia pensavo di cucinare prima o poi le lasagne. Per quanto riguarda gli italiani… già. Sono rimasta alquanto sorpresa anch’io. Almeno la promessa fatta dall’agenzia che non avrei trovato troppe persone che parlano la mia lingua è stata mantenuta. Non come per gli altri svizzeri che li hanno un po’ presi in giro pare. Però effettivamente a parlare sempre una lingua straniera ogni tanto mi manca avere qualcuno che parla italiano. Giusto due parole.

      gennaio 26, 2015 alle 6:49 am

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