Piovono kiwi a pecorelle

Scrivere senza frontiere

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Carlo scrive perché si diverte a combinare parole una accanto all’altra senza un senso apparente. Gaia perché si annoia, è un passatempo che ritiene non troppo stupido. Camilla deve scrivere: è il suo lavoro, è giornalista, anche se non è sempre convinta di quanto pubblica. Giorgio scrive perché vorrebbe fosse il suo lavoro: sogna di diventare uno scrittore famoso. Luigi è un altro sognatore, e un po’ poeta, e scrive per quel suo blog senza sapere perché, o per chi. Rosa scrive per sfogarsi, Maria perché vorrebbe capire qualcosa in tutti quei suoi astrusi pensieri. Anna scrive per perdonare. Giulia è in piena adolescenza, scrive tutti i suoi pensieri nel suo diario segreto. Davide deve scrivere una dedica nel libro dei ricordi di un suo allievo, sta pensando a qualcosa di originale. Marco deve scrivere un biglietto di auguri per i dieci anni di suo nipote, ma cosa può mai scrivere un uomo d’affari come lui che non sia un rapporto economico? Meglio lasciar perdere metafore sulle trasformazioni in borsa.. dicono sia troppo complicato. Catia è contabile, scrive numeri tutto il tempo, ma preferirebbe scrivere altro. Alberto scrive brevi lettere, Romeo scrive e-mail interminabili. Sara scrive storie per sé, nessuno le ha mai lette. Lisa scrive nella sua agenda: i programmi, i progetti e i pensieri. Matteo scrive maledizioni contro tutti, è un modo per sentirsi meglio. Mattia scrive benedizioni per tutti, è il prete della parrocchia vicina. Diana e Mirco scrivono, ma non sanno nemmeno perché.. hanno cominciato e non smettono più. Elena scrive solo a scuola, a casa preferisce leggere: non si sente abbastanza brava. Manuele scrive musica, testi e note.

Sono tutti silenziosi, seduti al loro posto. Chi fa finta di guardare fuori dal finestrino, chi ha le cuffiette nelle orecchie, accese o spente non importa, chi cerca di mantenere una dignitosa indifferenza, chi sogna e chi ha fame, chi è arrabbiato, o preoccupato, chi nasconde la propria tristezza dietro a un sorriso un po’ troppo finto, chi il sorriso ce l’ha da beota.

Sono tutti in silenzio, mentre il bus viaggia e nessuno sale o scende. Nessuno che si arrischia a pensare che la persona accanto possa avere alcunché in comune con lui: sono troppo diversi, lo si vede. Solo Saul non si nasconde, tutti sono inspiegabilmente attratti da lui. Con fastidio, divertimento. Saul ha tre anni e non si tira certo indietro dal mostrare al mondo come sta scrivendo la propria vita. Sono tutti inspiegabilmente attratti da lui, con grande invidia.

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