Piovono kiwi a pecorelle

E tu che problema hai?

Scena tipica: si è in giro, si vede qualcuno di strano.
Pensiero: “ma che problema ha quello?”.

Sicuramente tanti, ma probabilmente non quelli che si pensano. Il solo fatto di chiederselo significa che il problema sta dalla nostra parte: si ha un problema con il solo pensiero di entrare in contatto con quella persona.

Perché strana, perché non la si capisce, perché si ha paura della reazione.

Strana, diversa, ma forse sarebbe meglio dire: unica.

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2 Risposte

  1. Concordo pienamente. Viviamo in un mondo dove l’unicità è vista come una piaga da eliminare mentre l’aggregazione alla massa è l’unica strada al consenso sociale.

    Se andiamo avanti così saremo peggio dei robot: programmati a piacere a tutti i costi e destinati a morire nell’ignoranza e nella fobia del diverso. Anzi, dell’unico.

    novembre 13, 2010 alle 11:36 pm

    • Ciò che mi fa anche rabbia è che con tutta la consapevolezza e tutta la buona volontà, questo meccanismo di difesa è sempre presente.. Da una parte indispensabile, dall’altra esagerato e incontrollabile.

      novembre 14, 2010 alle 10:38 pm

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