Piovono kiwi a pecorelle

Asilo politico

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Ormai va avanti da un po’, da un bel po’. Potremmo dire che continua di questo tono da più di un anno, ma ormai la situazione non solo sfiora il ridicolo ma lo supera tranquilla.
Un anno fa a Ginevra sono stati arrestati il figlio di Gheddafi con la moglie. Da più di un anno due svizzeri che erano in Libia per affari sono bloccati a Tripoli senza visto per uscire.

Ma l’asilo è dappertutto. La ministra degli esteri Calmy-Rey si sta occupando della liberazione dei due uomini elvetici. Ovviamente il presidente del consiglio Merz deve immischiarsi ogni tot con la scusa di calmare la situazione per farla escalare. Sarebbe ora che questo palleggiare avanti e indietro la questione (la liberazione di due uomini, non l’acquisto di merce) abbia una fine. Finalmente sembra che il pallone sia tornato definitivamente a Calmy-Rey. Si spera che in questo abbiamo finito di giocare all’asilo.

Muammar Gheddafi, dittatore della Libia da ben 40 anni, sembra essersi svegliato in concomitanza con l’arresto del figlio. Da allora si è messo a farsi leccare il culo da tutti, in primis il nostro amico e vicino Berlusconi che un paio di mesi fa ha sborsato milioni se non miliardi di euro e pochi giorni fa si è pure presentato alla festa in onore dei 40 anni di potere del dittatore libico.
Nelle trattative di liberazione dei due cittadini elvetici continua a cambiare le condizioni. La scorsa settimana ha ottenuto dal presidente della confederazione le scuse ufficiali per l’arresto del figlio (a piede libero fin da subito). A questo punto accorgendosi di poter ottenere tutto ha ritirato la promessa di liberazione per inizio settembre.

Ma il signor dittatore non si è fermato qui. In vista dell’assemblea generale dell’ONU del 15 settembre Gheddafi ha richiesto che nei temi trattati venga inserito la cancellazione della Svizzera dalla cartina geografica. Ovvero smembrare la svizzera e dare le rispettive parti a Italia, Germania e Francia. E io che pensavo che idee simili potessero venire fuori solo da un qualche idiota sul treno.. Se questo non è ridicolo non so cosa lo sia. Anche se effettivamente il solo fatto che un paese come la Libia faccia parte dell’ONU oltre che ridicolo è anche una vergogna.

I politici dovrebbero cominciare a essere politici, soprattutto quelli svizzeri, e a fregarsene del fatto che la Libia abbia il petrolio. Il petrolio ce l’hanno anche molti altri paesi; inoltre dovrebbero puntare a risorse energetiche alternative che danno un futuro più sicuro. Con la Libia a capo dell’assemblea generale dell’ONU per il prossimo anno la Svizzera ha bisogno di prendere una chiara posizione, e di smetterla di nascondersi dietro a neutralità e altre scuse.

Smembrateci pure la Svizzera.. non risolverà il problema Libia.

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