Piovono kiwi a pecorelle

(21 maggio 2007) École.. ça tue?

E rieccomi qui a scrivere… spero, per voi, che non diventi un romanzo. Ma di pensieri che mi girano per la testa ne ho diversi. Penso che dei rari visitatori di questo piccolo spazio, pochi si fermino a leggere quel che scrivo. Ma che importa, magari è la persona giusta! D’altronde non li biasimo, i miei pensieri sono sempre incasinati, spesso il filo logico saltella di qua e di là…
Il perché di questo titolo? Perché c’è chi lo pensa… o chi lo dice senza pensare.. ma una cosa alla volta!
 
Quello che ha fatto scattare tutto è una cosa molto semplice. Alle fermate della posta è sempre pieno di scritte di allievi, per lo più in età di scuola media. A una di quelle fermate tra le tante scritte ne vedo sempre una bella incorniciata "W le vacanze, Abbasso la scuola". Ebbene, solo oggi l’ho notata… Una volta l’avrei detto anch’io. Ma non sono sicura che anche gli altri cambieranno visione delle cose, più in là. Primo motivo per cui non lo direi più: senza scuola, le vacanze che fine fanno?? Se lavori, hai meno vacanze… non va bene. Se non lavori ma stai a casa a fare niente… Non vorrei dire, ma davvero ci si divertirebbe così tanto? Secondo, a me piacciono le vacanze, è ovvio. Ma ci tengo alla scuola, malgrado tutto e nonostante non veda sempre l’ora delle vacanze. Non in vista di un lavoro, o non solo, ma perché nella scuola, oltre che a essere il luogo principale dove conosi gli amici, vieni formato. E non sto parlando di tutte quelle regole, date, formule a cui uno viene continuamente sottoposto. Sto parlando delle persone. Non è vero che se vai in una scuola diversa, o anche solo in una classe diversa, con sori diversi, non cambi niente. Non ci credo. Perché l’ambiente scolastico è quello in cui uno cresce, cambia, scopre cosa gli interessa e cosa meno… lo so, deve sembrare il discorso di un qualche "sore saggio e noioso". Ma pensateci, perché tutto questo sforzo per mantenere la scuola com’è, per rigettare le proposte insensate date da gente che non capisco minimamente, per non peggiorarla insomma?! Chi propone delle soluzioni di quel genere mi domando: ma è andato a scuola? Si ricorda di quando ci andava? Si ricorda di come la odiava? Allora perché vuol fare la vita ancora più dura a chi viene ora? O magari non la odiava ma la amava? Perché allora rovinare per gli altri un’esperienza che gli è cara? Forse non gli faceva né caldo né freddo, ci andava perché obbligato, e ne è uscito senza essere felice né triste… Allora perché non va a fare qualcosa che gli interessa davvero?? Insomma… chi è che fa questi lavori? Ci son troppi ragazzi che non si accorgono più di quanto sono fortunati a poter studiare, di quanto vorrebbero studiare se non ne avessero la possibilità… È una regola normale: chi può non vuole, chi non può lo desidera con tutto il cuore. Ci sono ragazzi e bambini che darebbero di tutto per fare uno straccio di studio. Allora non lamentiamoci. La scuola non uccide, la scuola insegna a vivere. O almeno dovrebbe…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...