Piovono kiwi a pecorelle

(1 dicembre 2007) Theodor Glaser

Könnte unser eigenes Leid nicht darin seinen tiefsten Sinn haben, dass es uns hilft, andere in ihrem Schmerz besser zu verstehen?
 
Non potrebbe la nostra sofferenza personale avere il suo senso più profondo, che ci aiuta a capire meglio il dolore degli altri?
 
 
Io sto male, male non per me. Male per gli altri, che stanno male. A me non importa di me, sarò anche egocentrica, talvolta un po’ troppo, ma in fondo la mia sofferenza non mi tocca se non temporaneamente, e quando lo permetto.
A me dispiace, dispiace per gli altri. Gli altri che attorno a me soffrono. Tanti motivi, tante persone. Soffrono. E io non posso fare niente. Perché?
Io non capisco. Improvvisamente sembra succedere solo del male. Improvvisamente mi sono accorta degli altri. Improvvisamente ho capito che le persone stanno male anche se non ti curi di loro. Ma stanno meglio se ti curi di loro.
Io non comprendo. Come possa io essere così razionale. E al tempo stesso diffondere una tristezza o un bene temporaneo, così prezioso. Che non oserei mai tenere per me.
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